L'invecchiamento, in quanto processo biologico complesso che si manifesta durante tutta la vita, è un fattore centrale nello sviluppo di diverse malattie croniche, particolarmente associato in modo significativo al rischio di malattia di Alzheimer (AD). Tuttavia, i suoi meccanismi sottostanti restano da chiarire.
Nel metabolismo energetico neuronale, la guanosina trifosfato (GTP), una molecola chiave strutturalmente simile all'ATP, non solo partecipa all'approvvigionamento energetico cellulare, ma svolge anche un ruolo vitale nel mantenimento della plasticità sinaptica, nel trasporto vescicolare e nella regolazione dell'autofagia. Un recente studio pubblicato su GeroScience da un team dell'Università della California, Irvine, intitolato "Treatment of age-related decreases in GTP levels restores endocytosis and autophagy", rivela che la diminuzione dei livelli di GTP nei neuroni durante l'invecchiamento compromette le funzioni di endocitosi e autofagia.
Utilizzando un modello murino invecchiato, lo studio ha dimostrato che l'integrazione combinata di nicotinamide (un precursore del NAD+, una forma di vitamina B3) e del polifenolo del tè verde EGCG (un attivatore di Nrf2) ha riportato i livelli di GTP nei neuroni invecchiati a stati giovanili entro 16-24 ore. Questo intervento non solo ha migliorato significativamente l'endocitosi e l'autofagia, ma ha anche promosso l'eliminazione della beta-amiloide e aumentato il tasso di sopravvivenza neuronale del 22%, offrendo un nuovo approccio per intervenire nelle malattie neurodegenerative legate all'invecchiamento.

Il team di ricerca dell'Università della California, Irvine ha analizzato sistematicamente i cambiamenti dei livelli di GTP nei neuroni e i loro effetti sulla funzione cellulare in diverse fasce d'età (giovani: 2-6 mesi, di mezza età: 8-11 mesi, anziani: 17-28 mesi) utilizzando topi modello di malattia di Alzheimer (AD) e topi di controllo in invecchiamento naturale. Impiegando sensori fluorescenti per monitorare i livelli di GTP nelle cellule vive in tempo reale, lo studio ha rivelato che:
L'invecchiamento porta a una significativa diminuzione dei livelli di GTP nei neuroni (in particolare nei mitocondri), mentre i topi modello AD mostrano una riduzione del GTP più grave già nella mezza età, suggerendo che l'AD possa accelerare la disfunzione del metabolismo energetico.
Come substrato energetico chiave per l'autofagia, i livelli di GTP influenzano direttamente l'attività autofagica: inibire l'autofagia porta all'accumulo di GTP, mentre attivare l'autofagia accelera il consumo di GTP.
Con l'avanzare dell'età, le GTPasi correlate all'autofagia (come Rab7 e Arl8b) si accumulano in modo anomalo nei neuroni, il che potrebbe essere associato al deterioramento del trasporto vescicolare causato dalla carenza di GTP.
L'intervento combinato con nicotinamide (NADprecursore) e polifenolo del tè verde EGCG (attivatore Nrf2) può riportare i livelli di GTP nei neuroni invecchiati a livelli giovanili entro 16-24 ore.
Questo trattamento riduce significativamente il numero e le dimensioni delle vescicole positive per Rab7/Arl8b, dimostrando la sua capacità di migliorare la funzione autofagico-lisosomiale ripristinando l'omeostasi del GTP.
Questo studio non solo rivela meccanismi comuni di disfunzione del metabolismo energetico nell'invecchiamento e nell'AD, ma fornisce anche prove sperimentali per strategie neuroprotettive mirate al metabolismo del GTP.

(Nicotinamide + EGCG treatment restores neuronal GTP levels)
Inoltre, la terapia combinata ha anche promosso l'eliminazione della proteina beta-amiloide intracellulare, ridotto i livelli di ossidazione proteica e aumentato il tasso di sopravvivenza neuronale del 22%. Questi risultati dimostrano che il ripristino dei livelli di GTP facilita l'eliminazione dell'Aβ e delle proteine danneggiate dall'ossidazione.
Il team di ricerca ha osservato che questo studio rappresenta la prima chiarificazione sistematica del ruolo regolatorio critico del metabolismo del GTP nell'invecchiamento e nella progressione della malattia di Alzheimer (AD). Tuttavia, poiché la ricerca attuale si basa principalmente su esperimenti cellulari in vitro, la sua traslazione clinica richiede ancora ulteriori validazioni attraverso modelli animali e studi clinici sull'uomo.
In particolare, un recente studio clinico condotto dall'Università della California ha scoperto che la nicotinamide somministrata per via orale è soggetta a bioinattivazione nel flusso sanguigno, limitando la sua efficacia terapeutica. Questo risultato suggerisce che la ricerca futura dovrà ottimizzare i metodi di somministrazione del farmaco o sviluppare sistemi di rilascio più stabili per migliorare l'efficienza del trattamento.
Nonostante queste sfide, questo studio ha un notevole valore teorico. Non solo rivela il ruolo centrale dell'omeostasi del GTP nelle malattie neurodegenerative, ma pone anche le basi scientifiche per lo sviluppo di nuove strategie di intervento. Queste scoperte forniscono potenziali bersagli terapeutici per ritardare, arrestare o addirittura invertire i processi patologici dell'invecchiamento e dell'AD.
Riferimenti:
https://doi.org/10.1007/s11357-025-01786-4